Il delirio visionario del sindaco e ‘l’ombra’ del fratello marpione

Comune pieno di debiti, la città agonizzante sempre più sprofondata nei suoi drammatici problemi e lui gioca a fare il poeta visionario, il comunicatore di sogni, senza che nessuno sia in grado di farlo rinsavire. Un vero delirio il post di qualche giorno fa sul suo profilo Facebook , nel quale si intrattiene presumiamo di notte con un robusto bicchiere di cognac tra le mani (ammesso che gli piaccia; e questo sarebbe un titolo a suo onore), a proposito di Napoli e del suo futuro. Vale la pena di riportarlo integralmente: “ Napoli va conosciuta, amata. Venite a Napoli, tornate a Napoli. Visitatela, vivetela. Napoli, oggi, ha voglia di essere capitale. Aiutiamoci tutti. Napoli res publica, agorà, polis. Napoli cuore del mediterraneo. Città di mare, oltre ogni confine. Superamento di proprietà, verso la comunione. Napoli inferno e paradiso. Quindi vita, con tutte le sue complessità e contraddizioni. Napoli avere ed essere, amore ed odio. Passione contro indifferenza. Napoli assetata di giustizia, con profonda voglia di riscatto. Orgoglio partenopeo. Immergetevi nelle strade e raccontate. Cogliete il profondo volto umano della Città. Napoli oggi vive, non sopravvive. La potenza vulcanica vince contro rassegnazione e lamento. Percepisco la forza di Napoli. Avanti tutta, senza sosta, nella costruzione della comunità popolare napoletana”.  Niente da dire, belle parole, chiacchiere da salotto, una cascata di luoghi comuni capace di affascinare un ristretto numero di gagà della borghesia partenopea poco avvezza a confrontarsi con i disagi di una città dagli eterni cantieri aperti, strade dissestate, trasporti da terzo mondo, illegalità diffuse e chi più ne ha ne metta, tanto da essere sprofondata agli ultimi posti nelle classifiche di vivibilità e qualità della vita delle metropoli occidentali. Quello del sindaco è in sostanza il solito refrain – anche se in versione 2.0 – di sole, mare, pizza e mandolino. Certo, con una spruzzata di vecchio spirito ‘comunardo’ che non guasta mai, giusto per coinvolgere nel suo furore rivoluzionario frotte di giovani studenti anti-sistema, pseudo artisti in cerca di spazi e visibilità, centri sociali, comitati civici e outsider di ogni specie e provenienza. Con l’impegno, al culmine di una crisi di isteria narcisistica, a fare di Napoli il “paradiso in terra” per l’umanità tutta.  Un vaneggiamento che, come dicevamo, nessuno sembra in grado di fermare, neanche il fratello Claudio, la vera ‘mente’ della famiglia. E’ lui il vero dominus del fenomeno De Magistris destinato, nelle intenzioni, a proporsi come dinastia vicereale del Vesuvio, di Partenope, della Campania e di tutto il Mezzogiorno tuttora sotto occupazione del “Piemonte invasore”. Il Richelieu che lucidamente sta pianificando il futuro suo e del fratello, cominciando con l’intestarsi il ruolo di segretario politico (in attesa di una investitura ufficiale di là da venire) di ‘Dema’ il movimento a loro nome che si propone di conquistare uno spazio di rappresentanza nazionale a sinistra della sinistra del Pd e ancora oltre. Per il momento, in attesa della verifica alle urne, l’obiettivo minimo, sembra di capire, è quello di puntare a Palazzo Santa Lucia con Giggino e il prosieguo dell’esperienza a San Giacomo con lui al posto del ‘germano’. Emblematica in tal senso la dichiarazione affidata, forse improvvidamente senza l’ok di Claudio, alle agenzie da parte del primo cittadino in occasione della presentazione del partito: “La volontà  è quella di fare il sindaco a tempo pieno fino al 2021. Ci stiamo organizzando per un movimento nuovo rispetto ai partiti e al Movimento 5 Stelle, che finora ha deluso le aspettative; vogliamo andare oltre la città di Napoli e proporci anche alla guida della Regione Campania. Non sarò io il candidato ma in politica mai dire mai”. Appunto, mai dire mai. Una promessa, o forse una minaccia. Nel dubbio, meglio organizzarsi a resistere.

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