Comitati per il sì: Cozzolino vs Bassolino ultimo atto, Renzi spettatore ‘interessato’

I “Comitati per il sì”, nuovo fronte della lotta per la conquista della leadership del Pd e del centrosinistra a sud di Roma. A contendersela , non è una novità, Andrea Cozzolino e Antonio Bassolino. Il primo, intento a provare di conquistare l’eredità politica e di consenso del secondo (di cui è stato per anni fedele luogotenente), l’ex governatore impegnato, invece,  a succedere a se stesso dopo cinque anni di “esilio politico”  pagati in pegno a una gestione quasi ventennale del potere in Campania e del ruolo di primo piano come principale voce meridionalista nel partito nazionale. Sullo sfondo le elezioni amministrative sulla quali, a partire da Renzi, hanno messo entrambi una croce sopra. Irrimediabilmente  perse. A Napoli “sicuramente”.  Cozzolino, principale sponsor di Valeria Valente, pur continuando a fare il ‘minimo sindacale’  per la candidata Pd, ha bruciato tutti sul tempo dando vita al primo “Comitato per il sì” a Napoli e su tutto il collegio del Sud (Abruzzo, Campania, Calabria,  Basilicata, Molise e Puglia), con il sostegno dei socialisti di Gianni Pittella presidente del gruppo S&D del parlamento europeo. I due, qualche giorno fa, hanno presentato all’Hotel Alabardieri di Napoli la squadra che darà vita all’iniziativa referendaria, composta da autorevoli esponenti del mondo accademico, istituzionale e delle professioni. Del “direttivo civico” infatti fanno parte il funzionario dell’Eav Mario Bianchi , la pedagogista dell’Universita Partenope  Maria Luisa Iavarone , il costituzionalista  Giovanni Leone, il sociologo della Federico II  Luigi Caramiello, l’Internazionalista  dell’Ateneo federiciano Massimo Iovane , gli avvocati  Francesco Acanfora, Gianluca Lemmo, Francesco Musella, l’ingegnere del Politecinico napoletano il professore, Giorgio Ventre. Una importante rappresentanza dell’élite pensante partenopea, impegnata a coinvolgere il ceto medio riflessivo nella battaglia di modifica della Costituzione. Tutti in campo a sollecitare il voto di opinione, lo stesso su cui si è dimostrato campione Antonio Bassolino, primarie docet. Il quale, il suo comitato ha concordato direttamente con Renzi, nell’incontro a quattròcchi svoltosi nella prima visita in città del premier all’alba dell’ennesimo disastro primarie, di lanciarlo appena dopo le elezioni e il quasi certo commissariamento del partito locale che uscirà prevedibilmente malconcio dalla competizione. Con la sua Fondazione Sudd è pronto a diventare punto di riferimento nel Mezzogiorno, via referendum, del Partito della Nazione sbocco naturale del nuovo corso della politica italiana imposto dal “renzismo” imperante. Peccato che sia lo stesso obiettivo del suo ‘figlioccio’. Cozzolino, muovendosi in anticipo, ha dato prova di tenacia e convinzione di potersela giocare, nonostante il flop dell’endorsement a Valente. Il ‘presidente’ ha dalla sua, però la capacità di parlare alla pancia del napoletano comune, il “popolino” direbbe qualcuno meno ‘politicamente corretto’, oltreché al volgo cosiddetto colto. La partita è aperta per Cozzolino un avversario complicato da (ab)battere, ma anche una nuova occasione per tentare di portare a termine, finalmente con successo, il parricidio tanto a lungo agognato e perseguito senza esiti finora apprezzabili.

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