Centrodestra a pezzi, Lettieri non ‘tira’: i portatori di voti si defilano

Nonostante l’impegno profuso in cinque anni di opposizione in consiglio comunale e gli sforzi per scardinare le resistenze in Forza Italia alla sua ricandidatura a sindaco e, soprattutto, l’averci rimesso finora già un mucchio di quattrini per finanziare la campagna elettorale, Gianni Lettieri sembra non avere chance di successo. L’imprenditore “scugnizzo” deve fare i conti con la liquefazione del centrodestra a Napoli, orfano dei suoi vecchi riferimenti politici alle prese chi con la giustizia, chi imboscato a Roma a vivere gli ultimi scampoli del berlusconismo al tramonto. Le varie ‘famiglie’ dello schieramento viaggiano ognuno per conto proprio e Lettieri non unisce: “non è adatto a creare le emozioni giuste per vincere”, gli ha mandato a dire pubblicamente Marcello Taglialatela. Il parlamentare di Fdi, candidato in pectore da almeno 20 anni a Palazzo San Giacomo, in un’intervista a ‘Il Mattino’ qualche giorno fa ha fatto sapere che i suoi non lo appoggeranno: “per noi al momento è impossibile tornare dove si è perso”. Insomma, anche se è possibile che la posizione possa essere rivista se nella Capitale dovesse prendere corpo la candidatura della leader del partito, Giorgia Meloni al Campidoglio, pure Fdi è quasi andato e la strada per l’ex presidente dell’Unione Industriali di Napoli resta decisamente in salita. Poco amato dai suoi stessi colleghi imprenditori, snobbato da gran parte della borghesia cittadina, neanche nel suo partito di riferimento fanno salti di gioia a ‘trovarselo tra i piedi’. Tranne Stefano Caldoro con la sua micro formazione politica del ‘Nuovo Psi’, l’altrettanto micro movimento ‘Italia Unica’ di Corrado Passera, i pochi seguaci locali di ‘Noi con Salvini’ e una pletorica schiera di liste e associazioni civiche amiche, i veri portatori di voti si sono defilati. Tra questi, a parte l’avversione dichiarata dell’ex vice coordinatore regionale di Fi e presidente di ‘Polo sud’, Amedeo Laboccetta e l’aperta ostilità di gente come Enzo Rivellini e Salvatore Ronghi,  brilla Fulvio Martusciello. L’eurodeputato ci teneva ad essere nominato sfidante per la poltrona di sindaco ritenendo di avere la forza per potersela giocare, ma ha dovuto ingoiare amaramente la decisione di Berlusconi di dare il via libera a Lettieri. Al momento è dato in missione con una delegazione di parlamentari Ue in India. Certo prima o poi tornerà, ma appare difficile che si spenderà senza risparmio per chi lo ha svegliato dal sogno di diventare primo cittadino di Napoli. Insomma, per come stanno le cose, al di là dei sondaggi che fanno circolare dal suo staff che lo danno al 26% (“assai meno del 34% preso da Caldoro alle ultime regionali” ha fatto notare Taglialatela nella intervista appena citata) per Lettieri si profila un ruolo marginale nella prossima competizione elettorale. Al massimo terzo “se non addirittura – azzarda qualcuno trai suoi più maliziosi critici – quarto”. Una debàcle che ne affosserebbe definitivamente le ambizioni politiche. Forse.

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