Primarie Pd, Cozzolino il convitato di pietra

Forte come non mai, sa che questa è la sua partita e non può sbagliare nessuna mossa. Andrea Cozzolino, eterno “delfino” di Antonio Bassolino, ha capito di avere l’occasione per smarcarsi definitivamente dal suo ‘padre putativo’ e conquistare spazio nelle gerarchie del partito, proponendosi come nuovo futuro leader politico meridionale. Al momento, aldilà delle chiacchiere, è l’unico nel Pd a Napoli che ha veramente i voti e una rete capillare di relazioni in grado di determinare il risultato di qualsiasi competizione elettorale. Vale per le elezioni europee, dove è stato eletto con oltre 115mila preferenze, come per le primarie perse contro De Luca per poche migliaia di voti, senza parlare dell’exploit a quelle “controverse” del 2011 per la corsa a Palazzo San Giacomo che consegnarono la città a Luigi De Magistris. A Napoli è accreditato di un pacchetto di voti intorno alle trentamila unità che, messo al servizio di un candidato, sarebbe capace, evidentemente, di fare la differenza. Le tessere di partito, di cui i maggiori azionisti locali sono Mario Casillo e Lello Topo, contano poco in questo caso. Chi ha il pallino in mano è lui. Il quale, strategicamente, non parla. Si mantiene defilato, quando interviene lo fa su argomenti che riguardano l’Europa, che è il suo ‘core business’ presente, o i massimi sistemi, ma mai su questioni che riguardano le prossime amministrative napoletane. Un silenzio, però che fa rumore. Tutti sono convinti che alla fine il suo endorsement andrà al “vecchio amico” – è il minimo per onorare la memoria di un lungo sodalizio politico – ma non è chiaro come questo avverrà. Intanto c’è da attendere le risoluzione della direzione nazionale in programma il prossimo 22 gennaio, la quale potrebbe deliberare, ma è improbabile, qualche ulteriore trappola per ostacolare la corsa dell’ex governatore alla candidatura a sindaco. In tutti i casi il quadro sarà più chiaro per eventualmente immaginare di fare una uscita pubblica di ‘peso’ a suo favore. Sta di fatto, e questo è l’aspetto più ostico della faccenda, che i due non si parlino da tempo. Ahinoi, così va il mondo. I rapporti generazionali sono governati dal conflitto, ed è giusto che così sia per dare energia al motore dell’evoluzione, tuttavia hanno bisogno di trovare un punto d’incontro per decantare e compiersi nel progresso. Spesso aiuta attenersi alle buone convenzioni del passato, i più giovani portano rispetto a quelli più anziani anche se non si è d’accordo. La forza del tempo gioca a proprio favore. A casa Bassolino aspettano un colpo di telefono.

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