PD, RENZI L’ULTIMO LENINISTA

Se non fosse imbarazzante ci sarebbe da ridere. La cosiddetta ‘sinistra’ del Pd contesta al segretario del partito e alla maggioranza che lo sostiene di essere accentratrice, poco propense a dialogare con l’opposizione interna ed esterna l’organizzazione, decisionista e dunque anti democratica. Dimenticando di aver perso un congresso, di essere andata sotto in qualsiasi organismo istituzionale chiamato a votare e di godere, almeno per quel che riguarda i parlamentari “nominati”, di una situazione di ‘privilegio’ personale , prima che politica, la quale  consiglierebbe un po’più di savoir faire prima di accendere micce esplosive con polveri bagnate che non portano da nessuna parte. Tranne in quella sbagliata, tanto per restare ai destini personali. Ciò che è paradossale attiene alla sconfessione, da parte della minoranza catto-comunista ‘democratica’, della propria tradizione, delle proprie radici, fino a piombare in un limbo indistinto, dove non si capisce se quel che conta sia conservare la poltrona o lottare per migliorare le “condizioni materiali” delle classi meno abbienti della società. Il centralismo democratico certo non è un dogma, ma Lenin ci aveva visto giusto. Va bene discutere, va bene dibattere,  poi  “una volta che la decisione del partito è scelta dal voto della maggioranza, tutti i membri si impegnano a sostenere quella decisione”. Insomma, volendo stare a sentire  Vladimir Il’ič Ul’janov : “libertà di discussione, unità d’azione”. Ma tant’è, e con un certo perplesso stupore, non possiamo non prendere atto di quello che la storia ci consegna, cioè che Matteo Renzi è l’ultimo vero leninista rimasto in circolazione, con buona pace dei vari Bersani, Cuperlo, Fasssina, D’Alema, Bindi e compagnia che ne dovrebbero sapere di più, su questo fronte, del boy scout fiorentino, cresciuto a pane, politica e crocifisso. Sono loro i menscevichi, destinati a soccombere, o trovare come Trockij un “accomodamento” con i ‘bolscevichi’. Solo che  Renzi non è un bolscevico, né un comunista, ma appartiene alla categoria dei ‘Giuda’. E loro lo sanno. Per questo sono preoccupati. Ed è per ciò che hanno la nostra solidarietà, anche se la cosa non ci piace affatto.

Annunci