“NORMALIZZARE” NAPOLI E LA CAMPANIA, NAPOLITANO E RENZI D’ACCORDO: RANIERI A PALAZZO SAN GIACOMO

Per il momento è solo uno spiffero, ma a breve potrebbe trasformarsi in una tempesta tropicale. Napolitano ha messo il veto su Palazzo San Giacomo: “Umberto Ranieri, deve essere il prossimo sindaco”. E tra il premier e il capo dello Stato “la sintonia sull’argomento è totale”. Anzi i sussurri dicono che per lui il Presidente avrebbe chiesto addirittura un incarico governativo, magari agli Esteri, di cui è un esperto, come vice di Lapo Pistelli che, secondo i piani del Colle, doveva andare a sostituire la Mogherini. Poi, come sappiamo, non se n’è fatto niente, ma l’opzione Ranieri è rimasta sul tavolo fino a tramutarsi nella candidatura a primo cittadino di Napoli con il “pieno appoggio” del Partito democratico.

“A Napoli serve un uomo d’ordine, una persona seria e responsabile, dedito alle istituzioni, dal curriculum inoppugnabile”, queste, dicono, siano state le parole di “Re Giorgio” alle quali il Capo del governo e segretario del partito “ha espresso la sua più totale adesione”. La notizia, trapelata direttamente dal Quirinale e transitata per Palazzo Chigi, va presa ovviamente con le molle, anche se nell’impianto sembra abbastanza verosimile e dotata di una sua stringente razionalità. A fare da sfondo, ovviamente, la situazione di sostanziale ingovernabilità e scarsa considerazione nazionale, in cui è precipitata la città negli ultimi anni. A partire dal tramonto dell’epopea bassoliniana fino al disastro demagistriano, che ha rappresentato il culmine del disfacimento di una classe politica e un sistema di potere ormai alla canna del gas. Cui ha fatto da controcanto l’implosione del centrodestra con l’uscita di scena in ‘manette’ del potente ras locale dell’ex Pdl, Nicola Cosentino il quale ha lasciato sul campo tante più macerie di quanto non sia successo sul fronte opposto, dove nel frattempo si è affacciata la stella di Matteo Renzi.

Intanto, il Pd alle corde, si è fatto campo di battaglia di una guerra tra bande, ognuna impegnata a difendere la propria presunta quota di rappresentanza, finché da Roma qualcuno non si deciderà ad intervenire energicamente. Che sembra essere proprio la determinazione alla quale sono giunti Napolitano e il premier, una soluzione tesa a prendere due piccioni con una fava: dare alla capitale del Mezzogiorno una “guida autorevole” e mettere mano “definitivamente alla bonifica del partito”. Serve, insomma, un uomo super partes. Anzi, dalla parte del Presidente.

E Ranieri è “quello giusto”. Tra l’altro “va risarcito” del torto subito nell’aver messo, suo malgrado, la faccia nello scandaloso pastrocchio delle primarie del 2011: denunciò i brogli, poi fu lentamente emarginato. Lui, per ora, ha ricominciato a comparire sui giornali, a rilasciare dichiarazioni e interviste dove Napoli è sempre al centro delle preoccupazioni, com’è giusto che sia per uno che si appresta a diventarne sindaco. Bene, se così fosse, il cerchio sarebbe chiuso. Con la riconferma di Caldoro alla presidenza della Regione, concordata da Renzi con Berlusconi (di cui abbiamo dato conto in una precedente occasione su Napolionline) e benedetta anche questa da Napolitano, si avvierebbe, secondo le loro intenzioni , la “normalizzazione” del capoluogo e della Campania, finalmente “in corsa” nel nuovo millennio. Che dire? Tocca fidarsi… staremo a vedere.

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