Occhio al Caimano, la rimonta possibile di Berlusconi

Lo danno per morto, politicamente s’intende, ma è più vivo che mai. Il Cavaliere, definirlo ex non ci piace dopo che lo è stato per un trentennio (o giù di lì) riverito e rispettato, è tutt’altro che spacciato. Anche se questa volta la rimonta si presenta più difficile del solito per il non trascurabile handicap di una condanna ai servizi sociali, comminatagli dai giudici del tribunale di Milano, e la limitazione a tenere un profilo basso in campagna elettorale su uno dei temi a lui più cari come quello della giustizia. Una raccomandazione alla quale, però appena sceso in campo, ha subito contravvenuto aggiungendoci nell’occasione anche un carico da novanta di accuse al Capo dello Stato, descritto come il principale responsabile della “congiura comunista” che lo vuole annientare insieme alle sue aziende. Toni al limite del vilipendio che gli sono costati immediatamente un cartellino giallo da parte della magistratura la quale gli ha prospettato lo spettro dei domiciliari nel caso di nuovi violenti attacchi. Un avvertimento che per il momento sembra sia stato recepito da Berlusconi e soprattutto dai suoi legali i quali gli hanno raccomandato prudenza. In realtà la mossa è sembrata tutt’altro che dettata dall’indignazione di sentirsi un perseguitato, ma bensì dalla necessità di saggiare il terreno, capire fin dove può spingersi nelle invettive per tentare la rimonta. I suoi competitor sono due ossi duri, Renzi e Grillo hanno occupato la scena relegandolo ai margini, c’è bisogno di alzare il tiro per cercare di rientrare in partita. Escluso che prosegua nella sfida al Palazzo di giustizia meneghino, l’idea di farsi mandare agli arresti domiciliari, che varrebbe il 30% dei voti secondo i soliti falchi del partito, non lo entusiasma. Anzi, non se ne parla proprio. La libertà di movimento garantitagli da quella che lui stesso ha definito una “ridicola” sentenza di condanna, è troppo preziosa. Certo, qualche comizio in meno, ma la possibilità di essere presente in televisione in maniera militare, cosa in cui è maestro, è un ‘assist’ che non può essere sprecato. C’è solo da mettere a punto qualche nuova parola d’ordine e trovare la testa d’ariete capace di ‘terremotare’ la competizione elettorale, qualcosa tipo l’abolizione dell’Imu che alle ultime politiche gli consenti di recuperare il grande svantaggio accumulato nei confronti di Bersani. Un colpo di teatro, una fascinazione da proporre ai suoi elettori delusi in fuga nell’astensione o verso i 5stelle di Grillo, il rivale più abbordabile (“Renzi è imprendibile”)  sul quale bisogna fare la corsa. I giornali di famiglia per ora hanno messo nel mirino sia il comico genovese che il presidente del consiglio, è probabile che nelle prossime settimane correggano il tiro e si concentrino sul capo del Movimento dei “cittadini incazzati”. Magari tireranno fuori qualche storia imbarazzante che lo riguarda, in passato ci sono riusciti con altri avversari, in tutti i casi manterranno alta l’attenzione. Nulla sarà lasciato intentato, un risultato deludente alle urne potrebbe essere fatale. Questo Berlusconi lo sa bene. Non può fallire. Occhio al Caimano.

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