Berlusconi, la rimonta parte da Cesano Boscone

Una nuova campagna elettorale da affrontare, una nuova disperata rimonta da compiere con il fardello di una condanna definitiva sul groppone e il non trascurabile handicap di un partito, il suo, in rotta. Silvio Berlusconi dovrà veramente superarsi questa volta per recuperare almeno una parte dei sei milioni di voti persi alle passate elezioni politiche e cercare di battere Grillo per piazzarsi secondo alle spalle di Renzi, riuscendo in questo modo a conservare lo spazio di manovra minimo che gli consentirebbe di mantenere ancora la scena da protagonista. Così, dopo un primo momento di sconforto per “l’umiliazione” subita dal Tribunale di sorveglianza, si è rituffato immediatamente nel clima di battaglia che, da qui al 25 maggio, data del voto per il rinnovo del parlamento europeo, metterà alla prova per l’ennesima volta il suo talento di grande comunicatore e venditore di sogni. “Ho ancora tanto da dare ai nostri elettori e al Paese” ha dato la carica ai suoi, poi immediatamente ha cominciato a ragionare su come trasformare a proprio favore la situazione di evidente svantaggio di partenza in cui si trova. Paradossalmente la restrizione comminatagli dai giudici, con l’affidamento al centro per anziani “Sacra famiglia” di Cesano Boscone a Milano, neanche tanto lontano da Arcore, può rappresentare una straordinaria opportunità per lui. Chi lo conosce bene, giura che si è messo già all’opera. Non c’è dubbio, tanto per dire, che diventerà ben presto l’idolo dei vecchietti ricoverati e utilizzerà il contesto come moltiplicatore di simpatie e consensi tra l’enorme platea di elettori della seconda e terza età. Anziano tra gli anziani, anche se lui un po’ speciale, certamente si farà portavoce del disagio  e delle sventure dei coetanei, oltreché alfiere delle loro legittime richieste di attenzione. Nel caso non esiterà a mettere mano al portafoglio, d’altronde sarà una campagna elettorale sobria, basta spese pazze per il partito, un po’ dei soldi risparmiati possono essere investiti per una causa giusta e per giunta remunerativa alle urne. Giornali e televisioni, di sua proprietà e non solo, faranno il resto,  l’agibilità politica tanto agognata gli è stata assicurata. Certo, non potrà usare uno dei cavalli di battaglia più rodati, quello sulla “giustizia infame”, non potrà armare i cannoni come al solito, rischierebbe di finire ai domiciliari, lo hanno avvertito. Tuttavia potrà tenere comizi, andare in Tv – la cosa che predilige – e non far tardi la notte (deve rientrare a casa entro le 23) che a una certa età è sicuramente più salutare.

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