L’attivista carcerato in Russia, ci pensa De Magistris: “Ho scritto a Putin”

Cristian, il giovane napoletano attivista di Greenpeace finito nelle patrie galere della federazione russa, può stare tranquillo. Il sindaco della sua città, Luigi De Magistris, ha deciso di occuparsi lui personalmente della vicenda. Ha preso carta e penna, come si faceva una volta giusto per dare un pizzico di maggiore solennità all’iniziativa, e ha scritto direttamente a Putin per perorare la causa del proprio concittadino ‘ingiustamente’ detenuto.

“Ho scritto una lettera all’autorità giudiziaria russa in merito alla detenzione di Cristian D’Alessandro – ha fatto sapere – mi auguro un gesto di sensibilità da parte loro e del presidente Putin”. Ovviamente, a questo punto, si aspetta che dal Cremlino diano seguito al suo intervento mandando a stretto giro un segnale di distensione e disponibilità. Che sarebbe ben gradito e foriero di un futuro di collaborazione istituzionale, economica e culturale tra Mosca e Napoli.

Insomma, tutto si può dire di De Magistris, tranne che non ragioni in grande. E che soprattutto non abbia un incrollabile, granitica autostima che gonfia il suo ego fino a prendersi sul serio e combinare disastri, o incorrere in qualche clamorosa gaffe. E’ ancora vivo nella memoria dei napoletani, che ogni volta che ci pensano si sganasciano dalle risate, il ricordo del video inviato ad Al Pacino per invitarlo in città. Nonostante il tono confidenziale del sindaco nei confronti del divo americano, non pare sia mai arrivato un cortese cenno di riscontro da parte sua. Ma si sa, quando si è baciati dalla luce è difficile vedere il buio che ci circonda. Così il primo cittadino partenopeo non si arrende, convinto che la sua voce possa condizionare in senso positivo l’esito di una complessa trattativa diplomatica in corso tra l’Italia e la Russia. Lui ci prova, in fondo le parole non costano niente.

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